Come nasce il toner e a che cosa serve | Blog Tosco Data

Toner, come è nato e come ha cambiato radicalmente la storia della stampa.

Toner: come nasce e a cosa serve? Scopriamolo insieme!

Il 1970 è la data spartiacque che segna la nascita della stampante. Si tratta della prima stampante con la cosiddetta matrice ad aghi, che segnò un netto cambiamento nel mondo delle stampanti che poi avrebbero iniziato a lavorare con i PC. Successivamente, la Casio inizierà a lavorare con stampanti a getto d’inchiostro con tecnologia termica, a cui si aggiunge la stampante laser, al tempo molto cara oltre che dalle grandi dimensioni. Da quel momento in poi, le nuove tecnologie si faranno sempre più strada, migliorando sempre di più, fino ad arrivare alla stampa su carta fotografica e alla nascita dei sopracitati toner. I primi toner erano composti miscelando gli ingredienti e creando un blocco che veniva poi rotto o trasformato in palline. Successivamente, queste piccole sfere divenivano polvere molto fine grazie al getto di un mulino ad aria. Per produrre polveri ancora più fini alcune ditte adesso usano un processo chimico per far crescere particelle di toner da reagenti molecolari.

Questo processo permette una riproduzione dei colori più accurata e un uso del toner più efficiente. La formulazione esatta varia da produttore a produttore e anche da macchina a macchina, generalmente brevettata. I produttori di toner mantengono standard di controllo della qualità, per controllare la distribuzione della dimensione delle particelle, allo scopo di produrre una polvere adatta all'uso nelle loro stampanti. Per inserire poi in maniera ordinata il pigmento nero o colorato entra in gioco l'ossido di ferro, che, sensibile al magnetismo indotto in punti precisi del foglio di carta, viene disposto e successivamente fuso dal calore del forno fusore. Le prime macchine avevano un'apertura in cui il toner doveva essere versato da una bottiglia; oggi invece si utilizzano cartucce usa e getta che includono il toner, i meccanismi per la sua distribuzione e a volte il tamburo fotosensibile. Queste cartucce, una volta esaurite, possono essere rigenerate da aziende specializzate.

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