Inchiostro la scoperta rivoluzionaria: dalla Stampa al Web

Una scoperta che ha rivoluzionato il modo di comunicare. A distanza di molti anni l'inchiostro, presente in diverse forme e dimensioni, è uno strumento fondamentale.

L’inchiostro ha origini antichissime, e ormai da molti anni, è il principale supporto della scrittura.

Gli uomini hanno creduto fortemente nella scrittura e nella voglia di esprimersi per iscritto lasciando testimonianza di sé. Infatti, dalle prime incisioni rupestri, l’uomo ha applicato il suo ingegno sviluppando un’idea di ciò che oggi conosciamo con il nome di inchiostro. Tuttavia questo ultimo - inventato circa 5 milioni di anni fa - non è sempre stato come oggi ce lo immaginiamo. Anticamente il colore veniva creato attraverso miscele, che se erano mal preparate potevano cancellarsi, spandersi o essere sensibili alla luce tanto da dar vita a muffe che provocavano, di conseguenza, gravi danni ai documenti.

In alcuni testi antichi viene tramandata l’arte di fabbricare inchiostri, ricavati da misture vegetali. Altre miscele prevedevano l’utilizzo di fuliggine e vari tipi di carbone uniti ad acqua, vino e aceto. Alla fine della lavorazione, il risultato era un inchiostro stabile nel tempo mediamente resistente e di conseguenza, il documento non scoloriva alla luce.

Ovviamente i colori realizzati erano tendenti a diverse tonalità del grigio e del nero, mentre altri erano vicini al rosso scuro. Le miscele a colori furono prodotte - secondo alcune tecniche che ci sono pervenute - utilizzando un particolare tipo di legno, detto “Legno del Brasile” che conferiva una certa brillantezza ai composti. La corteccia di questo ultimo veniva polverizzata e lasciata per molti giorni a bagno nell’aceto. In seguito veniva mescolata con la gomma arabica e si poteva ottenere, ad esempio, un inchiostro color rosso fuoco.

Questi tipi di miscele, col tempo e con l’esposizione alla luce, tendevano a sbiadire. Con tali metodi si inventarono poi inchiostri di diverse cromie: verdi, gialli, azzurri, magari da mescolare ai neri e ai rossi già esistenti, per creare più colori; una completa policromia. Questi composti venivano conservati in semplici gusci e conchiglie, corna di animali o tazze metalliche. La loro conservazione era semplice, i colori venivano essiccati e per renderli nuovamente vividi occorreva idratarli con l’acqua. Tuttavia, la scoperta del vetro rivoluzionò il metodo di conservazione degli stessi, infatti grazie ad esso vennero creati contenitori resistenti di vari forme e dimensioni perfetti per mantenere inalterati i colori durante il periodo di conservazione. Anche il metodo di stesura cambiò, passando dalle piume d’oca ai calami cioè delle canne molto appuntite.

Se i primi inchiostri erano rari, con la nascita della stampa a caratteri mobili iniziò un vero e proprio mercato dei colori. Negli anni la produzione aumentò divenendo industriale.

Le sostanze naturali vennero sostituite a quelle chimiche e gli inchiostri realizzati si moltiplicarono divenendo sempre più raffinati ed eleganti; nacquero anche inchiostri oro e argento grazie all’utilizzo della polvere dei metalli preziosi.

La stampa vive di inchiostro grazie al quale riesce a imprimere, su varie superfici, informazioni, rendendole leggibili e pressoché permanenti. Grazie a questa scoperta oggi possiamo scrivere e stampare documenti di ogni tipologia e lunghezza.

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